È il primo settembre e l’India mi scivola via dalle mani, come gli ultimi giorni d’estate e come i campi visti dal finestrino dell’aereo. Accelera sulla pista e poi si stacca, e stiamo volando in mezzo al granito delle cime himalayane; i fiumi sono nastri luccicanti srotolati in fondo alle valli e i ghiacciai se … Continua a leggere primo settembre
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Fermata Tlatelolco
Siamo in quel momento del viaggio in cui calcoli al centesimo i soldi che spenderai, per non trovarti le tasche piene di pesos messicani che rimarranno inutili, forse per sempre.La strada di fronte alle scale della metro è piena di gente: siamo scese in un quartiere non turistico di città del Messico per vedere un … Continua a leggere Fermata Tlatelolco
imprevisti al cous cous
I vestiti svolazzano all’aria del tramonto, appesi ad uno steccato fatto di canne intrecciate ad angolo retto. Sono già asciutti, ma il nostro arrivo ha distolto la padrona di casa dall’incombenza di sottrarli all’umidità della notte. Il buio sta arrivando, il cielo sopra questa casa fatta di fango seccato al sole si sta colorando di … Continua a leggere imprevisti al cous cous
prospettive
Sono pochi i dettagli che ci ricordano che siamo negli anni 2000, mentre le ruote del furgone divorano la polvere rossa di questa strada sterrata nell’Alto Atlante. Attraversiamo un po’ di villaggi, con i loro campi di mais su ogni fazzoletto di terra abbastanza umido da farlo crescere, le loro case fatte di fango essiccato … Continua a leggere prospettive
La powder non si compra
Anni fa ho scritto un pezzo che si chiamava “perché ho smesso di sciare”. Non sapevo neanche cosa fossero le pelli di foca, e pensavo che lo sci fosse in gran parte costituito da file (agli impianti e in autostrada) e piste sovraffollate e con neve perennemente di merda. Pensavo anche di aver chiuso con … Continua a leggere La powder non si compra
46.41497969739145, 8.325220373794881
Ci sono posti in cui i meridiani e i paralleli si intersecano in modo imperfetto, lasciando uno spazietto fuori dal mondo in cui non c’è campo ma i pizzoccheri, la neve e le persone belle non mancano mai. Sono angoli rimasti per errore fuori dal reticolo ordinato delle vite, degli impegni, del riscaldamento globale: qui … Continua a leggere 46.41497969739145, 8.325220373794881
autostrade
Trovo le autostrade estremamente poetiche. L’asfalto scorre coi pensieri a cavalcioni, questi svolazzano di qua e di là, magari sfiorando quelli di chi è seduto in abitacoli vicini. Mi chiederei da dove vengano, o dove siano diretti, ma sono molto impegnata a mettere in fila un sacco di discorsi su dove sono diretta io. Se … Continua a leggere autostrade
I libri di Miro
una storia di confini, ponti, libri e Balcani.
Granito, grandine, caviglie e paura.
Ero in giro da un po'. Avevo dormito in tante case diverse, conosciuto gente, scalato tiri. Col mio zaino sempre sulle spalle, i capelli sempre più sporchi e le ginocchia sempre più sbucciate. La Valle mi era entrata dentro sempre più a fondo e si era ritagliata un posto che non credo le sarà mai … Continua a leggere Granito, grandine, caviglie e paura.
cose che non si scelgono
simbiosi La guardo svegliarsi. Oggi ha aperto gli occhi nello stesso momento in cui li ho aperti io, ma a volte capita che succeda qualche secondo prima o dopo. E’ infastidita dal suono della sveglia, si rotola tra le coperte di questo letto così grande e così vuoto. Lei odia i cuscini alti, così tanto … Continua a leggere cose che non si scelgono









