A cosa penso?
ai miei diciott’anni,
un treno che fischia in banchina
amici che se ne vanno, amici che vengono
progetti, viaggi, telefonate
tic, toc: il tempo che passa
A cosa penso?
all’università, a cosa sarò io tra un anno o dieci
al mondo delle cose che potrei fare e non farò mai
ai libri lasciati a metà
ai film davanti cui mi sono addormentata
alle volte che sono rimasta a casa
a quando non ce l’ho fatta
alle onde del mare che mi sembra di sentire dalla finestra – ma è solo vento-
penso che penso troppo
penso alla me che non esiste più
quella che aveva unghie rosse e ciglia un po’ più nere
un vocabolario di greco aperto davanti e un libro sul comodino
di quelli che adesso non leggerei
domeniche senza sveglia
sentire i polmoni bruciare per arrivare prima al traguardo.
poi penso ai miei sorrisi di adesso,
alle gambe che mi tremano per la paura di cadere giù
ai cento giorni alla maturità
all’acqua fredda del mare d’inverno
alle guance rosse di sole a marzo
alle parole che a volte escono e a volte no
a cosa penso?
ultimamente penso un sacco alla me che sarebbe esistita
se a quel bivio avessi preso l’altra strada.